3. Dalla ligéra ad oggi

Milano Isola

3. Dalla ligéra ad oggi

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(foto tratte da: https://vecchiamilano.wordpress.com/)


La “ligera”.

Tra guerra e dopo guerra il quartiere ha avuto fama di essere “base” della “ligera”, la “mala” milanese di cui hanno cantato Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Giorgio Strheler, Ornella Vanoni, Walter Valdi, Nanni Svampa.

In effetti Ezio Barbieri (tuttora vivente) fu considerato nel ’45-’46 “il pericolo pubblico n.1”. Soprattutto per la spettacolarità dei suoi colpi effettuati con una Lancia Aprilia nera targata 777 (il numero telefonico per chiamare la volante…).

Le sorelle di Barbieri (che parteciparono anche a concorsi per “miss”) gestivano una trattoria, il Cavallino Bianco, in Porro Lambertenghi.

Catturato e condotto a San Vittore, Barbieri fu protagonista della “Pasqua Rossa”, una rivolta del carcere della Pasqua del 1946, su cui scrisse uno dei suoi primi romanzi Alberto Bevilacqua.


La Resistenza.

Molto attivo nella Resistenza, il quartiere ha dedicato ai caduti molte lapidi e un monumento inaugurato il 25 aprile 1972 in via Sassetti/MM Gioia e ora posizionato (anche grazie al DUC e a Fondazione Catella) in piazza Segrino (dal dicembre 2009).


Il Dopoguerra.

Nel 1953 il Piano regolatore prevedeva lo spostamento della ferrovia con la nuova stazione Garibaldi e una bretella a sei corsie che favorisse il collegamento col centro. Iniziarono dunque espropri, demolizioni e lotte contro la scelta. Altri espropri e trasferimenti fecero seguito ai lavori per la MM2 verde.

Il tutto ha contribuito a determinare una significativa presenza di demanio comunale con case in affitto all’Isola che contribuisce a mantenere il mix sociale.

All’Isola, infatti, la cosiddetta “gentrification”, ovvero il miglioramento fisico del patrimonio immobiliare, il cambiamento della gestione abitativa da affitto a proprietà, l’ascesa dei prezzi e l’allontanamento o sostituzione della popolazione operaia esistente da parte delle classi medie è avvenuta in modo soft.


L'Isola oggi.

Oggi l’Isola è un quartiere che ha mantenuto un “sapore” storico di rione novecentesco, con vie strette, con velocità di traffico spontaneamente limitata, con una vita popolare e su strada di cui i negozi di vicinato e il mercato di bancarelle sono l’anima.

La presenza associativa e culturale all’Isola è più che mai viva. Ci sono diverse librerie, due teatri che fanno spettacoli sia per adulti che per ragazzi: il Teatro Verdi di via Pastrengo 16 (che a inizio ‘900 era sede della corale Verdi), che dal 1975 è gestito dal Teatro del Buratto, e la Sala Teatro Fontana di via Boltraffio 21, che ha programmazioni dagli anni ’80 e dal 2000 è gestita dalla compagnia ELSINOR.

Un Jazz Club legato ad un network internazionale, il “BLUE NOTE”, aperto nel 2003 in via Borsieri 37.


Le piazze.

Il carattere e la natura delle piazze storiche del quartiere presentano forti specificità e rappresentano un sistema di spazi pubblici usato in maniera molto differente.

Ciascuna piazza ha un carattere riconoscibile: Piazzale Lagosta è la piazza del mercato coperto realizzato nel 1946, che si tiene due volte a settimana, e rappresenta la porta di ingresso al quartiere per chi arriva in auto o in bus da nord; Piazzale Segrino è la “piazza del villaggio”, uno snodo veicolare da cui partono alcune delle strade più importanti per la vita quotidiana del quartiere, dove si trovano diversi negozi di prossimità e artigiani caratterizzanti il distretto urbano del commercio; Piazzale Archinto, la piazza verde, della sosta e dei bambini, da una parte un dehor, dall’altro il giardino curato dalla scuola che conferisce allo spazio pubblico il carattere di un “giardino sotto casa”; Piazza Minniti, la piazza che due volte a settimana cambia anima ospitando il mercato all’aperto; Santa Maria alla Fontana, la piazza del sagrato, all’incrocio tra le vie Boltraffio e Tahon di Revel.


Porta Nuova e il nuovo sistema di spazi pubblici.

Contemporaneamente, dentro l’Isola (il “Bosco verticale” e la Casa della Memoria) e al suo confine (piazza Gae Aulenti, la torre Unicredit di Cesar Pelli, il “diamante” alle varesine) è nato uno dei nuovi centri di Milano, il nuovo skyline della città. Un luogo, l'Isola, molto ben servito dal trasporto urbano e interurbano (tre metro, il passante, le ferrovie).

La lunga e complessa storia urbanistica ed economica dell’ambito urbano di Porta Nuova ha depositato nello spazio una pluralità di elementi e di condizioni di contesto che ne hanno progressivamente orientato la sua potenziale vocazione di centralità milanese. Entro questo contesto Piazza Gae Aulenti, la piazza metropolitana, e Piazza Città di Lombardia, la piazza coperta, rappresentano, pur con molte differenze, una nuova tipologia di spazio pubblico a Milano.

Altri progetti hanno cambiato ulteriormente il volto del quartiere.

Il primo è il Pavilion di Unicredit, progettato da Michele De Lucchi, che si propone come nuovo centro per la cultura e la socialità capace di attirare visitatori e utenti a scala urbana e metropolitana ma rivolta anche al quartiere e alle realtà locali più prossime.

Il secondo è il parco, la Biblioteca degli Alberi disegnato da Inside-Outside, che vede una prima versione temporanea per la durata di Expo, per poi diventare il vero cuore su cui si affacciano le diverse anime dell’Isola.

Il terzo è la Casa della Memoria, in via Confalonieri, inaugurata il 25 aprile 2015, sede delle associazioni di partigiani, reduci, istituti di cultura che vogliono mantenere viva la memoria della Resistenza e delle vittime del terrorismo.

Ad essi si aggiungono inoltre le stazioni della nuova accessibilità al quartiere dalla metropolitana: la linea Lilla e le fermate della linea verde di via Pepe e di Garibaldi segnano opportunità di ingresso al quartiere nuove o da valorizzare.